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Virus del papilloma e cancro: commento del professor Antonio Giordano
















Da sinistra: il prof.Maurizio Bifulco, il prof. Harold zur Hausen e il prof.Antonio Giordano


Nel 1976 Harold zur Hausen pubblicava sulla prestigiosa rivista Cancer Research un lavoro scientifico in cui metteva in relazione il virus del papilloma umano (Human Papilloma Virus, HPV) con la possibilità di sviluppare il carcinoma della cervice uterina. Si inaugurava un nuovo filone di ricerche che negli anni ha portato ad importanti risultati che collegano l’HPV a varie tipologie di cancro, quali il cancro della pelle a cellule squamose, il cancro anale, il cancro della laringe.
L’HPV appartiene al gruppo dei papilloma virus, è privo di pericapside, lo strato più esterno della parete virale, ed è dotato di un genoma a DNA. I geni codificati dal DNA dell’HPV hanno la funzione di modificare il metabolismo della cellula ospite per consentire la replicazione del virus stesso e di sintetizzare le proteine necessarie alla costituzione del capside virale. L’HPV trova ospitalità preferibilmente in cellule ad elevata attività replicativa come la cute e l’epitelio delle mucose in cui può dar luogo a verruche, condilomi, o tumori maligni.
Esistono tipi di HPV ad alto rischio, tra i quali il 16, il 18, il 31 ed il 33, e tipi a basso rischio, tra cui il 6, l’11, il 42, il 43 ed il 44. Successivamente all’infezione il virus induce nella cellula ospite la sintesi delle proteine E6 ed E7 che si legano alla proteina pRb/p105 inattivandola. Quest’ultima è tra i maggiori responsabili del controllo della progressione del ciclo cellulare, pertanto la sua inattivazione causa duplicazione cellulare incontrollata.
Lo scorso 14 ottobre l’Italian Society of Pathology, grazie al contributo del prof. Maurizio Bifulco, ha organizzato un prestigioso congresso a Salerno, a cui hanno partecipato scienziati di fama internazionale come il professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, USA, ed il professor Harold zur Hausen (premiato nel 2008 con il Nobel per la Medicina per le sue ricerche). In questo contesto e’ stato messo in evidenza il ruolo chiave svolto dall’HPV, ma anche da altri virus, tra i quali l’EBV (Epstein Barr Virus), nel determinare uno step mutazionale precursore di una mutazione neoplastica.
“Il cancro” – ha spiegato il prof. Giordano, “e’ una patologia multifattoriale in cui diversi elementi concorrono a determinare mutazioni genomiche che hanno come risultato finale una perdita dell’originaria identità e funzionalità cellulare”.
“ In media” ha continuato l’illustre scienziato “occorrono dalle tre alle cinque mutazioni affinché una cellula normale si trasformi in cellula neoplastica. Proprio in questa sequenza di eventi si inserisce, quindi,l’HPV. Tuttavia, grazie alla molteplicità di studi condotti negli ultimi anni si è giunti alla commercializzazione di un vaccino diretto contro l’HPV di tipo 6, 11, 16 e 18 che si è rivelato efficace nella prevenzione del carcinoma della cervice uterina”.
Tale vaccino - ha concluso il Prof. Giordano - “ viene somministrato gratuitamente nelle bambine di età inferiore ai 12 anni e rappresenta un importante passo verso la sconfitta di una delle principali cause di morte per cancro nelle donne”.

dott.ssa Letizia Cito
 

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