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È un napoletano che non ha mai smesso di essere tale, Antonio Giordano, e da ieri è anche ufficialmente uno dei più importanti scienziati al mondo, appena consacrato tra i Worlds Best Medicine Scientists dalla piattaforma Research.com. Ranking mondiale: 566 tra i biologi e i biochimici; 374 tra quelli che lavorano negli Usa. Un riconoscimento prestigioso che proietta l’oncologo napoletano in un club ristretto di cervelli mondiali. Una vera élite della ricerca scientifica. «Alla mia età un grande traguardo, un orgoglio», ha commentato il professore, 62 anni, che ha anche il primato di essere tra i più giovani in questa speciale classifica dei cervelli. Che fosse un ricercatore di prestigio mondiale, lo si sapeva da tempo. Ma l’ingresso con una posizione così importante nell’elenco speciale di Research appare come una consacrazione definitiva, e autorizza anche una riflessione su una biografia, umana prima ancora che scientifica, molto particolare. Giordano, infatti, è un napoletano che è andato via senza essersene mai andato, ed è uno scienziato che è rimasto senza essere mai rimasto. Non è né fermo, né sradicato. Ha avuto la straordinaria abilità, che diventa quasi un modello innovativo, di andare nel mondo mantenendo salde le radici”. (Antonio Menna, Il Mattino del 12,06.24)

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Rubrica Giordano su Doctor Mag

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