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Un drammatico picco di difetti alla nascita nella città irachena di Fallujah può essere stato causato da danni genetici dovuti ad armi utilizzate in attacchi americani che hanno avuto luogo sei anni fa, secondo uno studio pubblicato sull'International Journal of Environmental Research and Public Health.
La ricerca ha rilevato un aumento inspiegabile di tumori e difetti del tubo neurale, oltre che di problemi cardiaci e scheletrici nei neonati. Le malformazioni citate erano pari ad una percentuale 11 volte superiore a quella normale, ed è salita a livelli senza precedenti nella prima metà del 2011.
"Abbiamo il sospetto che la popolazione sia cronicamente esposta a un agente ambientale. Non sappiamo quale sia l'agente, ma stiamo facendo più test per scoprirlo", afferma uno degli autori del rapporto, il tossicologo ambientale Mozhgan Savabieasfahani al quotidiano inglese The Guardian.
I risultati è probabile che spingano a pensare che i difetti sono stati causati da proiettili all'uranio impoverito, molto utilizzati in due grandi battaglie in città nel mese di aprile e novembre 2004. I loro effetti, tuttavia, sono discussi. La relazione riconosce che i residui sul campo di battaglia e altri metalli possono essere responsabili per tali difetti.
"Contaminanti molto noti durante la guerra hanno la capacità di interferire con il normale sviluppo embrionale e fetale", osserva il rapporto, citando "gli effetti devastanti della diossina sulla salute riproduttiva del popolo vietnamita".
L'ultimo studio ha esaminato 55 famiglie con bambini gravemente deformati, nel periodo  tra maggio e agosto. Nel mese di maggio, il 15% dei 547 bambini nati presentavano gravi difetti alla nascita, mentre, nello stesso periodo, l'11% dei bambini erano nati a meno di 30 settimane, e il 14% dei feti sono abortiti spontaneamente.
I ricercatori sospettano una sottostima dei numeri dal momento che un gran numero di bambini sono nati in casa da genitori riluttanti a cercare aiuto da parte delle autorità.
"E' importante capire che in condizioni normali, le probabilità di tali eventi è praticamente nulla", ha detto Savabieasfahani.
"Si tratta di una grave crisi di salute pubblica che richiede attenzione a livello mondiale. Abbiamo bisogno di ricerche indipendenti e imparziali sulle possibili cause di questa epidemia ".
Il professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute e promotore in Italia della Human Health Foundation Onlus sottolinea: "Sono anni che si parla degli effetti aberranti di determinati agenti presenti nelle armi durante la guerra.  Questo studio approfondito sembra confermare le conseguenze devastanti che le armi provocherebbero anche indirettamente sulla salute dei neonati.  Attraverso il mio team studiamo gli effetti che, pur in tempo di pace, i rifiuti tossici provocano nel Sud d'Italia a livello ambientale.  Sono già emerse delle più che probabili connessioni tra tumori e presenza di rifiuti tossici illegali.   Le armi da guerra, con la loro potenza e presenza di agenti chimici, possono rappresentare un fattore di allarme e preoccupazione ancora maggiore per la salute umana, anche per molti anni successivi al loro utilizzo". 





(foto giornale The Guardian da: Rosenblum tv)

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